Finalmente, dopo anni, mi sono decisa a buttar giù due righe su questo argomento: perché il cucciolo morde le mani è una delle domande più frequenti, seguita dal “È normale che morda così tanto?”
Sì. È normale. È anche uno dei comportamenti più naturali di un cucciolo in crescita e tra i più fraintesi.
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Ogni cucciolo passa da questa fase, senza eccezioni. Zampettine che cercano di acciuffarti i pantaloni, dentini che ci si agganciano, dentini che si agganciano anche alle tue dita, giochi che finiscono con un piccolo urletto perché il cucciolino ha stretto un po’ troppo… Ovviamente il cucciolino non morde cattiveria, non morde per dominanza come qualcuno è portato a pensare e non morde nemmeno perché ha un carattere difficile. Morde semplicemente perché sta crescendo ed è in questa fase del suo normale sviluppo. Questo è uno di quei momenti in cui, se lo capisci e lo gestisci bene, costruisci qualcosa che si manterrà (dopo esser stato insegnato dalla madre) per tutta la vita del cane: la coscienza di quanto forte sa usare la bocca.
Mordere è normale - anzi, è necessario
Il cucciolo esplora il mondo con la bocca prima ancora che con gli occhi. È lo strumento con cui capisce cosa è cibo, cosa è gioco, cosa è vivo e reagisce, cosa è morbido o duro. Non ha le mani: tutto quello che noi facciamo afferrando, lui lo fa con i denti. A quest’età è curiosissimo! E le nostre mani, che si muovono, reagiscono, accarezzano, portano giochi e cibo, a volte scappano, sono uno dei bersagli più interessanti che esistano per un cucciolino di sette, otto, dieci settimane.
A questo si aggiunge la dentizione: già fra la terza e la quarta settimana iniziano a spuntare i dentini da latte e nel giro di poche settimane la dentatura è completa. Le gengive fanno quello che fanno le gengive di qualsiasi cucciolo di qualsiasi specie: creano fastidio, generano bisogno di mordicchiare e sollievo nel farlo. E, anche per i cucciolini come per i bambini, non finisce lì: fra i quattro e i sette mesi i denti da latte cadono e arrivano quelli definitivi. In quelle settimane è normale vedere un cucciolo che sembrava “guarito” riprendere a masticare qualunque cosa. Non è un passo indietro nell’educazione, sono le sue gengive infastidite.
E poi c’è il gioco. Fra fratelli il morso è uno dei modi in cui i cuccioli comunicano: rincorrersi, azzannarsi le orecchie, mordicchiarsi la coda. È così che imparano (non con noi, ma con i fratelli) la prima regola fondamentale: se mordi troppo forte, il gioco finisce. Quando un cucciolo morde un fratellino con troppa forza, l’altro guaisce, si allontana e a volte interviene anche la madre. Il messaggio arriva chiarissimo. “Così non va affatto bene.”
Il problema è che quando il cucciolo arriva in famiglia quella scuola con i fratelli è appena finita e le persone, con le loro mani, diventano il nuovo “fratello” con cui continuare a giocare. Solo che le mani delle persone non hanno il pelo e quello che a un fratellino faceva poco male, a noi fa malissimo e ci taglia.
Tip: se il tuo cucciolo di quattro, cinque mesi riprende all’improvviso a masticare tutto, controllagli la bocca: forse non troverai un dentino da latte che penzola, ma il tuo cucciolo potrebbe essere nel pieno del cambio dei denti e le gengive potrebbero dargli fastidio. Esistono in commercio dei giochi specifici da mettere in freezer per un’oretta (il gioco deve essere fresco, non un blocco rigido di ghiaccio) che danno sollievo alle gengive e tengono i denti lontani dalle tue mani. Spesso viene consigliata una corda bagnata e messa in freezer ma le fibre possono sfilacciarsi, essere ingerite o impigliarsi in bocca.
Attenzione, però: non ogni improvvisa ripresa della masticazione è dovuta ai denti. Anche stanchezza, eccitazione, noia possono contribuire. Inoltre, se noti un dente permanente che spunta mentre il corrispondente dente da latte è ancora presente, chiedi al tuo veterinario di controllare che non si tratti di un dente deciduo persistente.
La sua scuola comincia prima che arrivi a casa tua
L’inibizione del morso il cucciolo non la impara a casa tua: a casa tua la finisce di imparare. La scuola vera è nella cucciolata ed inizia presto. Verso le tre settimane, con l’arrivo dei primi dentini, i cuccioli cominciano a prendersi con la bocca; verso le cinque settimane le lotte si fanno più serie; fra le sette e le otto un cucciolo ha già imparato a mollare la presa quando il fratello urla; è una delle tappe di quella stessa finestra di sviluppo di cui parlo nell’articolo sui periodi sensibili del cucciolo.
Il sistema è semplice e perfetto, come sempre è Madre Natura. Due cuccioli giocano, uno dei due stringe troppo, il fratello urla, chi ha morso molla. Spesso il fratello morso restituisce il morso e questo cambio di ruolo è quasi una regola del gioco. Il guaito di uno dei due richiama la mamma che interviene con un ringhio o prendendo il muso del prepotentello nella bocca per un secondo, senza stringere. E poi arriva la conseguenza più potente di tutte, quella che ho scritto anni fa nell’articolo sul periodo della socializzazione: il cucciolo che ha urlato smette di giocare. E l’altro capisce: “Se mordo forte lui piange e poi non gioca nemmeno più con me.” Il gioco, che è la cosa che il cucciolo vuole di più al mondo, finisce ogni volta che esagera con la bocca. Nessuna correzione umana potrebbe essere così precisa e così immediata.
Anche qui da me i cuccioli fanno questa scuola fino in fondo, ovviamente. Stanno con la madre, stanno con i fratelli e stanno con gli adulti del branco, a turno, perché mamma ha diritto alle sue pause e i “puppysitter” hanno anche una loro vita 😁. Mordicchiano tutti e tutti rispondono nella loro lingua: la madre con il ringhio, lo zio con il voltarsi e andarsene, il fratello con l’urletto e il broncio. Questa è anche una delle ragioni per cui i cuccioli partono intorno alle dieci settimane: la scuola del morso è quasi completa e il cucciolo arriva in famiglia sapendo già dosare in buona parte la sua forza. Un cucciolo ceduto a sei settimane se ne va quando la scuola è appena cominciata. A casa tocca a te fare il lavoro che avrebbero fatto i fratelli, ma con una lingua che il cucciolo capisce pochissimo.
Quindi, se il tuo cucciolo a nove, dieci settimane ti prende le mani, non è un cucciolo con un problema: è un cucciolo. E ti dico anche un’altra cosa, che quasi nessuno dice, chissà perché: il più delle volte un cucciolo che morde con convinzione, che tiene, che torna alla carica, non sta mostrando di non aver imparato cos’è l’inibizione del morso: sta mostrando le sue doti caratteriali: tempra, combattività, una bocca che vuole lavorare. Un cucciolo così non va spento, va incanalato. Con cose da mordere e con cui fare il tira e molla, con un lavoro per quella bocca, con la scuola del dosaggio che continua e con l’apprendimento dei primi controlli. Un cucciolo con buone doti e la scuola fatta è il cane che tutti vorrebbero. Fidati.
Tip: quando vai a prendere il cucciolo, fai tre domande a chi lo ha fatto nascere: quanti fratelli aveva e fino a quando è stato con loro; se nel gioco mollava quando il fratello urlava; se la madre è stata con i cuccioli fino alla fine. Dalle risposte inizi a capire quanta scuola ha già fatto e quanta ne resta a te.
Quello che deve davvero imparare non è "non mordere"
Qui sta il punto che sembra più ostico da far capire: l’obiettivo non è insegnargli a non mordere mai. Un cane che non ha mai imparato a controllare la bocca, se un giorno, per paura, per dolore, per un incidente, dovesse davvero mordere, non saprà dosare la forza del suo morso. È un pensiero disturbante, ma è la ragione per cui è così importante che il cucciolino impari a gestire l’uso della sua bocca: non si tratta del cucciolo pestifero oggi, ma di come sarà il cane adulto fra due anni.
Quello che il cucciolo in questa fase deve imparare si chiama inibizione al morso: la capacità di controllare quanta pressione mettere nell’uso della bocca, indipendentemente da quanto è eccitato o spaventato. Un cane con una buona inibizione al morso, anche nella peggiore delle circostanze, difficilmente farà male. È probabilmente la lezione comportamentale più importante che un cane impara in tutta la sua vita e la finestra in cui si impara meglio è proprio adesso, nei primi mesi. Ian Dunbar, che su questo ha scritto pagine che consiglio a tutti, la chiama senza giri di parole “la priorità numero uno” dell’educazione del cucciolo.
Il traguardo, in pratica, ha un aspetto preciso, che alcuni molto più capaci di me chiamano il “ops, scusa”: i denti del cucciolo sfiorano la tua pelle e lui si stacca all’istante, da solo, come se avesse toccato qualcosa che non voleva toccare e torna a quello che stava facendo. Nessuna presa, nessuna pressione, nessuna tensione. Quando il tuo cucciolo fa così, anche nel pieno dell’eccitazione, la lezione è imparata.
Per capire a che punto sei, ti propongo una scala in cinque gradini che ti sarà utile più avanti per misurare i progressi:
“Ops, scusa”: tocca con i denti e si stacca subito. È il traguardo raggiunto.
“Ci sto provando”: appoggia i denti una o due volte, senza fare male e poi molla da solo.
“Comincia a capire”: il morso fa male e lascia il segno dei dentini sulla pelle, ma la pelle resta intatta.
“Non si rende conto”: buca la pelle, esce un po’ di sangue, oppure strappa i vestiti. Qui il cucciolo non ha ancora idea di quanto stringe. Quasi sempre c’è qualcosa, nel modo in cui lo gestiamo, che lo tiene a quel livello.
“Allarme rosso”: morde, molla e riprende più forte, oppure scuote la testa mentre tiene. Questo non è il morso da gioco di un cucciolo normale, è il morso di un cucciolo dalle buonissime doti caratteriali che però va saputo gestire ed indirizzare fin da subito: ne parlo in fondo.
Quasi tutti i cuccioli che arrivano in famiglia oscillano fra il 2 e il 4. Il lavoro delle prossime settimane è insegnargli scendere, un gradino alla volta, verso l’1. E una cosa che ho visto confermata su ogni cucciolata: se lavori sulla forza del morso, la frequenza scende da sola. Un cucciolo che ha capito che le mani si toccano piano, le mani le tocca anche meno.
Tip: la prima sera, in famiglia, fate la scala insieme, tutti riuniti: ognuno dice a che gradino secondo lui è il cucciolo. Quasi sempre non sarete d’accordo (per uno sarà un 2, per un altro un 4). E quella differenza è il primo motivo per cui il cucciolo non imparerà bene: se non vedete lo stesso morso, non reagite allo stesso modo.
Perché morde proprio adesso: le cose che alzano il volume
Prima di passare al cosa fare, serve un’altra cosa: capire quando morde di più. Nella mia esperienza le cause sono quasi sempre queste:
È troppo eccitato. Più sale l’eccitazione, più scende l’autocontrollo. Un cucciolo in pieno gioco, o appena arrivato qualcuno in casa, o appena staccato dal fratello con cui stava giocando, morde di più e più forte.
È stanco morto. Quasi tutti i cuccioli hanno uno o due momenti al giorno (spesso la sera) in cui diventano “matti”: corrono in cerchio, saltano, abbaiano e mordono qualunque cosa. Sembrano pieni di energia e invece hanno un gran sonno. È il momento in cui rifilano i morsi peggiori 😁
Ha fame. Un cucciolo che ha saltato il pasto o che aspetta da troppo si frustra in un attimo e la frustrazione… gli esce dai denti. I cuccioli piccoli mangiano almeno tre volte al giorno.
È frustrato. Non capisce cosa vogliamo, le regole cambiano a seconda di chi ha davanti, lo si trattiene senza che sappia perché: il cucciolo non ha altro modo per esprimerlo che con la voce e i dentini.
Gli fanno male le gengive. La dentizione, come dicevo sopra, in due ondate.
Non ha niente di suo da masticare. Se in casa non ci sono cose adatte da rosicchiare, la cosa più sgranocchiabile a portata di bocca sei tu.
Sta chiuso troppo. Un cucciolo che passa ore nel trasportino o in un recinto senza che i suoi bisogni di esplorare, giocare e stare con noi siano soddisfatti, appena esce scarica tutto, anche con i denti.
Qualcosa si muove. Mani che si agitano, maniche che svolazzano, piedi che strascicano in ciabatte, pantaloni larghi: per un cucciolo sono meravigliosissime prede da acciuffare 😍. Non è né giusto né sbagliato, è come funziona il suo cervello.
Mordere funziona. Questa è la causa più sottovalutata. Ogni volta che il cucciolo morde e ottiene qualcosa (tu lo guardi, gli parli, lo sgridi, scappi, gli dai un gioco al volo) il suo morso è stato premiato. Anche la sgridata è attenzione e l’attenzione è esattamente ciò che stava cercando.
Ha paura. Rara nei cuccioli, ma esiste e si riconosce dal corpo: rigido, indietro, non in gioco. Ne parlo in fondo.
Perché ti ho fatto questo elenco? Perché la prima cosa da fare quando il cucciolo morde non è “correggerlo” ma è chiedersi perché lo sta facendo. Nove volte su dieci la risposta è stanchezza o eccitazione e la soluzione spesso è un sonnellino.
Tip: se il tuo cucciolo diventa uno squalo sempre alla stessa ora, segnatela. Da domani mettilo a riposare mezz’ora prima di quell’ora, con qualcosa da masticare nel trasportino: i morsi peggiori della giornata spariscono prima ancora di cominciare il lavoro vero.
Come si insegna a non mordere le mani, in pratica
Non serve punirlo. Diciamolo subito. Serve essere coerenti e farlo insieme, tutti, in casa, allo stesso modo. È qui che quasi sempre si perde la partita: non perché il metodo sia sbagliato, ma perché uno in famiglia lo applica e un altro no (“dai, è solo un cucciolo, gioca, fa tenerezza, etc”). Se anche una sola persona lascia correre, il cucciolo non imparerà mai davvero la regola: imparerà solo che rispettarla o meno dipende da chi ha davanti.
Il metodo che uso e che consiglio sempre ha tre parti: la giornata che previene, il protocollo nell’istante del morso e i giochi che accorciano i tempi. Te le racconto una alla volta.
Prima che morda: la giornata che previene
Il modo migliore per gestire un morso è non riceverlo. Non ci riuscirai sempre (nessuno ci riesce, un cucciolo è un cucciolo), ma puoi abbassare di molto il numero di volte in cui succede. E ogni morso che non arriva è un morso che non viene premiato.
Il sonno, prima di tutto. Un cucciolo ha bisogno di dormire molto di più di quanto la gente pensi. Se il tuo cucciolo nel tardo pomeriggio diventa un piccolo squaletto, il più delle volte la risposta non è “stancarlo di più”: è metterlo a dormire prima che arrivi a quel punto. Se sai cosa osservare dopo qualche giorno impari a riconoscere l’ora, il comportamento e lo anticipi. Il trasportino, se lo hai abituato bene, è il posto perfetto: con qualcosa da masticare dentro, nel giro di pochi minuti dorme.
I pasti. Tre al giorno, a orari regolari e un boccone prima di giocare o lavorare con lui.
Le sessioni brevi. Un cucciolo ha brevissimi tempi di attenzione, ovviamente. Impara in due, tre minuti. Oltre, si stanca e potrebbero arrivare i dentini. Meglio tre, quattro sessioni cortissime nella giornata che una lunga.
Cose sue da masticare. Kong, masticativi adatti all’età, giochi da rosicchiare, un rotolo di cartone con dentro qualche bocconcino da fare a pezzi. Devono essercene molti con cui giocare.
Un recinto o una zona delimitata nella stanza dove vive la famiglia, con i suoi giochi e le sue cose da masticare, dove possa stare libero quando non puoi avere gli occhi su di lui. Non è una prigione: è il modo per non lasciargli ripetere cento volte al giorno un comportamento che vuoi togliere.
Un guinzaglio leggero in casa, nelle fasi peggiori. Lo so, sembra strano. Ma un cucciolo che ti morde la caviglia e scappa, torna e ti morde di nuovo, scappa ancora, sta facendo il gioco più divertente della sua giornata e tu non puoi fare niente. Con un guinzaglio leggero che striscia a terra, quando ti si attacca ai pantaloni ti basta prenderlo, senza strattoni e senza inseguimenti e la scena si chiude in un secondo. Nelle settimane in cui lavori sul morso, nei momenti di gioco e di addestramento, il cucciolo è al guinzaglio o in uno spazio piccolo.
Giochi lunghi. Se giochi al tira e molla, il gioco è meglio sia lungo almeno tre, quattro volte il corpo del cucciolo. Con un gioco corto la tua mano è a due centimetri dalla sua bocca e il “morso” alla mano è un incidente garantito. Una corda lunga, una treccia di pile…: l’importante è che fra i tuoi denti e i suoi ci sia distanza.
I vestiti giusti. Nelle prime settimane, in casa, niente maniche svolazzanti, niente ciabatte morbide, niente pantaloni che penzolano. Mettiti cose che possono essere morse senza dramma e tieni le altre per uscire.
Tip: preparati una “scatola del morso” da tenere in ogni stanza in cui vivete: una corda lunga, un masticativo, una manciata di bocconcini. Quando serve, serve in quell’istante e con il cucciolo appeso alla manica non hai il tempo di andare a cercare niente.
Nell'istante del morso: il protocollo, passo per passo
Eccoci al cuore dell’articolo. Il cucciolo ha i denti sulla tua mano. Cosa fai esattamente e in quale ordine?
1. Ti blocchi. Completamente. Se la mano è fuori, resta dove è: non la ritiri, non la scuoti, non la tiri via. Se vuoi, pianta i gomiti contro le costole e irrigidisci le braccia, così non ti scappa il movimento. Niente parole, niente gesti, niente. Sei una statua. Fa male, lo so, ma puoi resistere qualche secondo: è un cucciolino. Perché questo passo è così importante? Perché una mano che si ritira è una preda che scappa e un cucciolo che vede scappare la preda stringe per non farsela portare via. È il movimento che tiene vivo il morso e tu lo spegni restando fermo.
2. Aspetti e guardi. Uno, due secondi. Mentre sei fermo, ti fai due domande. La prima: si è staccato? Molti cuccioli, appena il gioco si ferma, mollano da soli, con una faccia perplessa. La seconda, mentre aspetti: perché ha morso? È stanco, eccitato, ha fame, io ero per terra con la faccia alla sua altezza, gli ho agitato la mano davanti al muso? Due secondi di pensiero. È la parte che ti fa capire.
3. Se non molla, un “ahi” sommesso. Attenzione a come lo dici. Non è un urlo, non è una sceneggiata, non è un rimprovero: è un suono breve e un po’ sorpreso, come il guaito che farebbe un fratello di cucciolata. Qualcuno riesce a imitare proprio un piccolo guaito e funziona benissimo; se non ti viene, un “ahi” a bassa voce basta. Il senso che deve arrivare a lui è “ehi, fa male, il gioco si ferma”, non “sei cattivo”. E se il tuo cucciolo al suono si eccita invece di fermarsi (succede, con qualche cucciolo molto acceso), lascia perdere il suono e tieni solo tutto fermo e rimani in silenzio: cosa funziona con il tuo cucciolo lo scopri tu strada facendo.
4. Appena lascia, lo lodi. Piano. Questo è il passaggio che quasi tutti sbagliano, nella direzione opposta. Il cucciolo si stacca e la persona esplode: “Bravooo! Che bravo che sei!”, con la voce alta, acuta e le mani che si agitano. E il cucciolo, eccitato dalla festa, riparte con i denti 😁
La lode va data con la voce bassa e tranquilla: “bravo, così”, come si parla a qualcuno che si sta addormentando. Stai premiando una scelta calma e il premio deve essere calmo.
5. Lo accarezzi lentamente e vedi cosa succede. Se mentre lo lodi la bocca resta lontana dalla tua mano, passi alla carezza: una mano lenta sul fianco o sul petto. È possibile che la carezza faccia ripartire il morso. Non è un fallimento, è così che funziona il ciclo: in quel caso ti blocchi di nuovo, aspetti, lo lodi quando lascia, lo accarezzi di nuovo. Due, tre giri e la maggior parte dei cuccioli capisce che la mano ferma e la mano che accarezza non sono prede.
6. Riprendi quello che stavi facendo. Se eri a giocare, giochi. Se eri a spazzolarlo, lo spazzoli. Sì, potresti essere morso di nuovo. Vero. Ma è così che il cucciolo impara: ha bisogno di qualche occasione di mordere per scoprire che mordere interrompe tutto. Se ogni volta che ti morde tu chiudi la giornata lui non impara niente.
7. Se non molla nemmeno con il blocco e il suono: la mano al collare. Qui serve un gioco che ti spiego fra poco, quello della mano al collare e serve averlo già fatto decine di volte nei giorni prima. Se il cucciolo ti tiene i pantaloni o la manica e se ne sta lì beato, prendi il collarino con calma e avvicini il cucciolo a te, in modo che il tessuto che tiene in bocca si allenti. Non tiri su, non strattoni, non lo stacchi con forza: fai solo in modo che tirare non dia più soddisfazione e diventi noioso: a quel punto il cucciolo lo molla da solo. Se invece lo tiri via con uno strattone hai appena giocato al tira e molla con i tuoi pantaloni e la prossima volta stringerà di più per non perderli.
8. Se ricomincia subito, la risposta è nel “perché”. Hai fatto tutto il ciclo, il cucciolo si è staccato e dopo cinque secondi ti è di nuovo addosso, più forte di prima. Torna alle domande del passo 2. Nella maggior parte dei casi la risposta è “è tardi, è stanco, abbiamo giocato troppo” e allora non c’è niente da insegnare in quel momento: gli dai qualcosa da masticare, lo porti nel trasportino o nel recinto e lo lasci dormire. E se invece ti sembra che non sia stanco, che abbia dormito e mangiato e che semplicemente insista? Il trasportino va bene lo stesso. Pensa a un bambino piccolo che alle nove di sera corre per casa, ride, urla, salta sul divano: nessuno direbbe “ha ancora energia, lasciamolo correre”. Lo si manda a letto anche se giura di non avere sonno, perché tu lo sai che ne ha: cinque minuti dopo dorme. Con il cucciolo è la stessa cosa: un cucciolo che insiste a mordicchiare dopo che il gioco si è fermato due, tre volte, quasi sempre ha bisogno di riposarsi, anche se non lo sa. Qualcosa da masticare, trasportino, voce bassa, relax…
Non è una punizione e non va fatto come se fosse una punizione (“adesso vai dentro, brutto!”): è un dare riposo ad un cucciolo che ha bisogno di riposare. Un cucciolo troppo piccolo per capire un castigo non lo merita e un trasportino usato come castigo smette di essere il posto sicuro in cui riposare sereni. Se non lo hai ancora abituato a stare sereno nel trasportino o non è lo hai a portata di mano, l’alternativa è che sia tu a chiudere il gioco: ti alzi e te ne vai dalla stanza per un minuto, poi torni e riprendi come se niente fosse. È quello che farebbe un fratello: “così non gioco con te”.
9. Mai, nel ciclo, un gioco in bocca “al volo”. Ricordi che ti ho detto di offrirgli qualcosa da mordere al posto della mano? È vero e resta vero. Ma c’è una differenza enorme in come lo si fa.
Primo modo: il cucciolo si avvicina alla tua mano, tu lo vedi arrivare e prima che i denti si chiudano gli metti davanti la corda. Perfetto, è reindirizzare.
Secondo modo: il cucciolo morde la tua mano e tu, per farlo smettere, gli dai il suo gioco. Hai appena insegnato una catena: “mordo la mano → arriva il gioco”. Dopo una settimana e avrai un cucciolo che ti morde la mano ogni volta che vuole il gioco.
La regola è semplice: il gioco alternativo arriva prima del morso oppure dopo la pausa, mai come risposta immediata ai denti sulla tua pelle.
Letto così sembra una cosa lunga e complicata ma in realtà il tutto dura dieci, quindici secondi e dopo qualche giorno ti viene automatico. Ciò che conta sono l’ordine e la calma: prima ti blocchi → poi pensi → poi eventualmente fai il suono-→ poi lo lodi con calma → poi arriva la carezza → poi si riprende. Semplicemente. Il tuo cucciolo deve imparare che mordere forte è noioso, non che è pericoloso.
Da attaccare sul frigorifero: il protocollo in sei righe
mi blocco e non ritiro la mano
aspetto due secondi e mi chiedo perché
se non molla emetto un “ahi” piano
quando molla lo lodo a bassa voce
faccio una carezza calma, poi riprendo ciò che facevo
se ricomincia: qualcosa da masticare e trasportino, come si manda a letto un bambino che giura di non avere sonno. Senza trasportino: esco io dalla stanza per un minuto
I giochi che accorciano i tempi
Fare quel che ti ho detto prima lavora sul morsetto quando arriva. I quattro giochi di cui ti parlo adesso lavorano prima e insegnano al cucciolo, divertendosi, le cose che deve sapere per non mordere: che una mano che si avvicina è sempre una buona notizia, che lasciare conviene, che ci si può eccitare e poi calmare. Si fanno tutti al guinzaglio, in uno spazio piccolo, due minuti alla volta.
Il gioco del “cerca”. Scegli una parola (“cerca”, “trova”, quella che vuoi), la dici e lasci cadere un bocconcino a terra davanti al cucciolo. Lui lo mangia. Due passi, di nuovo la parola, di nuovo il bocconcino. Tutto qui. Sembra niente e invece gli stai insegnando che il cibo a terra si prende quando lo dici tu e gli stai dando un modo per abbassare l’eccitazione in due secondi: un cucciolo che annusa a terra per trovare un bocconcino non salta a prenderti le mani. Nelle “settimane del morso” è utilissimo.
La mano al collare. Dopo qualche sessione di “cerca”, quando il cucciolo torna da te dopo aver mangiato il bocconcino, prendi dolcemente il collare con una mano e con l’altra gli dai un secondo bocconcino. Prima la mano al collare, poi il cibo, sempre in quest’ordine, altrimenti non funziona. Ripetilo molte volte al giorno, ogni volta che gli dai qualcosa di buono. Quello che stai costruendo è un cucciolo che, quando una mano gli arriva vicino al collo, allunga il collo verso la mano invece di mordicchiarla. Ed è il gioco che ti permette, nel passo 7 del protocollo, di prendere il collare senza che il cucciolo lo viva come un’aggressione. Senza molte di ripetizioni fatte prima, non toccare il collare nel momento del morso: lo trasformeresti in una sorta di lotta, che è esattamente quel che il tuo cucciolino sta cercando in quel momento 😁.
Il tira e molla con le regole. Qualcuno ti dirà che con un cucciolo non si gioca al tira e molla perché lo rende “aggressivo”. Io (e non solo io, ovviamente) penso il contrario: il tira e molla fatto bene è uno dei migliori esercizi di autocontrollo che esistano, perché insegna al cucciolo a eccitarsi e poi a fermarsi, su tua richiesta, con qualcosa in bocca. Fatto male (strattoni, sessioni di gioco troppo brevi, mani vicine alla bocca, nessuna pausa) peggiora tutto. Ecco le regole, in tre fasi:
L’invito. Fai battere il gioco a terra, lo sposti, lo fai sparire dietro la gamba, lo fai riapparire. Due, tre volte, non di più, altrimenti il cucciolo si annoia. Quando scatta per prenderlo, glielo lasci prendere.
Il tiro. Tieni il gioco per l’estremità lontana dalla sua bocca e lo muovi indietro, allontanandolo da lui, con un movimento a serpentina, delicatamente (non strapparglielo). Non andargli addosso: un gioco che gli viene incontro lo intimidisce, un gioco che scappa lo attira. Quindici secondi, non di più. Sì, quindici: questo è un gioco per insegnare, non per sfinirlo.
Lo stop. Ti fermi, con il gioco in mano, immobile. Qualche cucciolo molla subito, perplesso: lo lodi piano e gli dai un bocconcino. La maggior parte no: aspetti un secondo, poi gli metti un bocconcino bello grosso sotto il naso. Mentre mangia, raccogli il gioco e lo porti vicino al corpo. Aspetti che si calmi e riparti a giocare dall’invito.
Dopo qualche giorno, quando vedi che al tuo blocco il cucciolo molla già da solo perché sa che arriva il bocconcino, aggiungi una parola mentre state ancora tirando: “lascia” o “grazie”, per esempio. Dici “grazie”, ti blocchi, arriva il bocconcino. In poco tempo la parola da sola basterà a fargli aprire la bocca e avrai un cane che lascia qualunque cosa su richiesta senza che tu debba mai strappargliela perché avrà imparato che lasciarti le cose gliele farà riavere subito dopo e, nel frattempo, gli fa vincere anche qualcosa di ghiotto. Tieni presente che ciò ti sarà utile anche se, malauguratamente, un giorno il tuo cane dovesse prendere in bocca qualcosa di pericoloso 😉.
E se durante il tira e molla il cucciolo lascia il gioco e ti prende la manica o la mano? Torni al protocollo: blocco, attesa, se serve la mano al collare per allentare la manica e poi lo rimetti sul gioco.
Tip: quindici secondi di tiro sembrano pochi e quasi nessuno li rispetta. Le prime volte contali davvero, a bassa voce, altrimenti è molto difficile che tu ti renda conto di quanto veloce passa il tempo mentre stai giocando con il tuo cane. Se non conti è probabile che tu arrivi al minuto senza accorgersene e a quel punto il cucciolo sarà già sopra soglia e il blocco non funzionerà più.
La prova “di che sa?”. Questo è un test, non un esercizio e lo fai solo dopo almeno due settimane di tira e molla con le regole e quando il tuo cucciolo è già arrivato stabilmente ai gradini 1 e 2 della scala. Mentre siete tranquilli, gli metti una mano in bocca. Così, senza motivo. Se il cucciolo ti guarda con l’aria di dire “ma che fai? sei strana!” e la bocca resta rilassata, hai vinto: la lezione è imparata. Se stringe hai la misura esatta di quanto lavoro resta ancora da fare. Io lo faccio ancora con i miei adulti, ogni tanto e loro mi guardano come se fossi matta.
Il quaderno: contare e misurare
Lo so, sembra un eccesso. Ma te lo consiglio con tutto il cuore, perché registrare il lavoro e i progressi cambia il modo in cui vivi questa fase. Prendi un quaderno (o le note del telefono) e per qualche settimana segna ogni morso: quante volte al giorno e a che gradino della scala era. Due colonne, trenta secondi.
Succedono due cose.
La prima: diventi molto più brava a vedere quando morde (sempre alle sei di sera? sempre dopo la visita della vicina? sempre quando sei per terra?) e quindi a prevenire.
La seconda: ti accorgi dei progressi. Perché i progressi ci sono, ma sono lenti, in mezzo ci sono anche giornate orribili passi indietro e senza uno scritto la memoria dimentica i progressi anche quando sei passato da venti morsi al giorno di gradino 4 a otto di gradino 2. In genere la prima cosa a cambiare è la forza, nel giro di pochi giorni; poi scende il numero; e il “ops, scusa” stabile arriva nel giro di qualche settimana di lavoro coerente. Il quaderno te lo fa vedere e nelle serate di regressione è un gran conforto.
Tip: due colonne bastano, ora e gradino nella scala. Puoi aggiungerne una terza: “cosa stava succedendo un attimo prima”. È lì che si nascondono le cause ed è la colonna che dopo una settimana ti fa dire “ah, ecco”.
Mani, pantaloni, caviglie, guinzaglio: i casi di tutti i giorni
Il “protocollo” è uno, ma le situazioni cambiano. Qualche nota pratica su quelle più comuni.
I pantaloni e le maniche. Per il cucciolo sono la stessa cosa delle mani e vanno trattati allo stesso modo: blocco, non tirare, se serve la mano al collare per allentare il tessuto. L’errore è continuare a camminare con il cucciolo appeso all’orlo: per lui è una slitta e, ti assicuro, il gioco più bello del mondo.
Le caviglie e i piedi. Quasi sempre è il movimento che li accende: tu cammini, lui le insegue. Fermati. Un piede fermo è noioso (come la mano). Poi “cerca” a terra e riparti. E occhio alle ciabatte: per molti cuccioli le ciabatte morbide che strascicano sono irresistibili. E per te sarà terribile sentire quei dentini aguzzi morderti i piedi.
Il guinzaglio. In passeggiata lo prende e lo tira. Non è un problema di educazione, è un cucciolo che ha trovato una cosa che si muove e che resiste. La soluzione è semplice e senza conflitto: alzi il guinzaglio fuori dalla sua portata e continui a camminare. Dopo qualche tentativo a vuoto il cucciolo passa a cose più interessanti, specialmente se hai in tasca qualcosa da fargli trovare a terra con il “cerca”. Niente strattoni, niente “no”: solo un guinzaglio che non si riesce più a prendere.
Quando sei per terra. Più sei basso, più vieni morso. Se ti sdrai sul pavimento con la faccia all’altezza del suo muso, verrai morso in faccia. Non è cattiveria: lo stai invitando a giocare e lui accetta. Le coccole a terra tienile per i momenti in cui è già calmo.
Vale per tutti, bambini compresi
Lo ripeto perché è la cosa che fa davvero la differenza: la regola vale per tutte le persone che vivono in casa, allo stesso modo. Se tu fai in un modo e tua moglie/marito gioca a fare la lotta con le mani “perché a lui piace”, il cucciolo impara che le mani di tua moglie/marito si mordono e le tue no. Non è un cucciolo che non impara, al contrario è un cucciolo che ha fatto una mappa ben precisa e definita.
Con i bambini la cosa è più delicata. La base delle basi è che un cucciolo e un bambino piccolo non si lasciano mai da soli, mai, men che meno in questa fase. Un bambino che viene morso ride e scappa, oppure urla e piange, oppure colpisce il cucciolo: tutte e tre le cose peggiorano il morso e la seconda e la terza possono far nascere nel bambino una paura del cane che poi dura anni. Quello da insegnare ai bambini, con un gioco che conoscono già, è a fare le belle statuine: se il cucciolo prende la manica o la mano, ti fermi come una statua, braccia giù, bocca chiusa e chiami un adulto. Niente corse, niente urla, niente mani che lo spingono via (e che il cucciolo morderebbe con ancor più enfasi e divertimento). E poi far partecipare i bambini ai giochi, con il “cerca” e con il tira e molla con le regole (il gioco lungo, ovviamente, con un adulto accanto): un cucciolo che lavora con un bambino impara a vederlo come un compagno con sa dare regole, non come un giocattolo che corre e strilla.
Tip: le belle statuine allenatele a freddo, quando il cucciolo dorme, come un gioco: “statuine!” e tutti fermi per tre secondi, braccia giù. Quando servono davvero, il bambino le fa senza pensarci.
Funziona. Ci vuole solo coerenza, ripetuta per settimane, non per un pomeriggio.
Gli errori più comuni
Di solito sono sempre gli stessi, in quasi tutte le famiglie. I primi tre sono quelli di sempre; gli altri li ho aggiunti perché li vedo fare anche a chi è convinto di fare tutto bene.
Lasciarlo fare “perché è piccolo e fa ridere”. Un morso di un cucciolo di due mesi fa male ma non fa danno. Lo stesso morso, applicato con la stessa “libertà d’azione” da un cane di venticinque chili a sei mesi, è tutt’altra storia. Quello che si permette da cucciolo diventa l’abitudine dell’adulto e a quel punto è molto più difficile da disfare, specialmente se è iniziato e proseguito come un gioco molto divertente e gratificante.
Reagire con paura o con rabbia. Urlare, scattare indietro con un gesto brusco, sculacciare: sono tutte reazioni umanamente comprensibili (fa male, lo capisco), ma tutte controproducenti. Il cucciolo non collega “ho fatto male” a “devo controllarmi”: collega solo “è successo qualcosa di eccitante e imprevedibile”, che è la ricetta perfetta per farlo ripetere. E le punizioni fisiche insegnano soltanto che le mani umane fanno paura, il che è esattamente il contrario di quello che vogliamo.
Confondere il morso da gioco con qualcos’altro. Il morso da gioco arriva insieme a corpo rilassato, coda che si muove, voglia di continuare a interagire. Se invece vedi il cucciolo che si irrigidisce, si tira indietro, mostra i denti in un contesto di paura, quello non è più questo discorso. È un segnale diverso e va letto diversamente.
Prendergli il muso e scuoterlo per salutarlo. Lo fanno tutti, soprattutto gli ospiti: “ma che bello che sei!” e giù una mano che afferra il musetto e lo scuote. Stai giocando alla lotta con la faccia, come farebbe un altro cucciolo e gli stai insegnando che le mani umane sono bocche con cui si gioca a mordersi. Poi, però, quando il cucciolo morde le mani di tutti la colpa è del cucciolo… 🙄 Con i miei cani (anche adulti) lo chiedo esplicitamente a chi viene a casa: le mani sotto il mento, ferme e il muso non si tocca.
Mettergli un gioco in bocca ogni volta che morde. Te ne ho parlato più sopra, ma lo ripeto perché è l’errore “in buona fede” più diffuso: il gioco va offerto prima che morda o dopo la pausa, mai come risposta istantanea ai denti sulla mano. Altrimenti gli insegni che mordere è il modo per ottenere il gioco.
Lasciarlo libero per casa nelle ore peggiori. Un cucciolo libero, sovraeccitato, con “il folle” della sera, ti passa accanto, ti morde e scappa e tu non puoi fare niente. Nelle ore in cui sai che è stanco e snervato e quindi vorrà mordere, recinto/trasportino, a riposarsi.
Giochi corti e mani vicine alla bocca. Se la tua mano è a tre centimetri dai suoi denti durante il gioco, il morso alla mano non è un errore del cucciolo, ma una conseguenza del gioco. Un gioco lungo tre, quattro volte il cucciolo risolve metà del problema da solo.
Aspettarsi che un cucciolo non morda. È la radice di tutti gli altri. Un cucciolo mette in bocca tutto: sassi, fiori, foglie, bastoni, maniche, mani. Non ti sto dicendo che va bene essere morsi, ti sto dicendo che succederà, che è naturale che succeda, che se non succede allora sì che, forse, c’è un problema e che se te lo aspetti reagirai correttamente e con calma senza che un comportamento naturale diventi un dramma. Ed è la calma che insegna.
Quando è un altro discorso
La stragrande maggioranza dei morsi di un cucciolo fra i due e i cinque mesi è esattamente quello di cui abbiamo parlato finora: sviluppo, dentizione, gioco. Ma a volte possono esserci segnali che dicono che non stiamo più parlando di questo.
Il primo è il gradino 5 della scala: un cucciolo che morde, molla e riprende più forte, che scuote la testa mentre tiene, che risale lungo il braccio.
Il secondo è il corpo: un cucciolo che morde per paura, davanti a una persona nuova, in un contesto specifico, con il corpo rigido e il peso all’indietro invece che rilassato e in gioco.
Il terzo è il contesto: un cucciolo che si irrigidisce, ringhia o scatta quando ti avvicini alla sua ciotola, al suo osso, alla sua cuccia. Quella non è mancanza di inibizione del morso, è un’altra cosa (si chiama protezione delle risorse) e va trattata in un altro modo rispetto a quanto detto in questo articolo.
E il quarto è il tempo: se a cinque, sei mesi la situazione non sta migliorando nonostante applichi il metodo con coerenza e con tutta la famiglia, qualcosa non quadra.
In tutti questi casi, è il momento di farsi aiutare. Il mio consiglio, se il morso è cambiato all’improvviso o è esploso in pochi giorni, è prima di tutto un controllo dal veterinario per escludere un dolore: orecchie, bocca, articolazioni… Un cucciolo che ha male non ha altro modo per dirlo. Poi, per tutto il resto, rivolgiti a un istruttore cinofilo con esperienza reale sui cuccioli, che possa vedere il cane dal vivo e capire cosa sta succedendo davvero. Non è un problema che si risolve leggendo un altro articolo e non è nemmeno, quasi mai, un problema che si risolve con un farmaco. Prima si lavora sul comportamento, sempre. Solo se nonostante un lavoro educativo serio e fatto con costanza non si ottiene nessun risultato, allora e soltanto allora può avere senso, forse, valutare altro, insieme al proprio veterinario. Ma è l’eccezione delle eccezioni, un caso che nella mia esperienza non ho mai incontrato, non la prima risposta.
La checklist del cucciolo che morde
Tutto quello che ti ho raccontato, in forma di lista da spuntare. Stampala e mettila dove la vedete tutti.
In casa, da tenere pronto
una corda o un gioco da tiro lungo almeno tre, quattro volte il cucciolo
due o tre cose da masticare adatte all’età, sempre a portata di bocca (un kong, un masticativo, un rotolo di cartone con dentro qualche bocconcino)
un recinto o un cancelletto nella stanza dove vive la famiglia
il trasportino, già conosciuto come posto in cui si dorme
un guinzaglio leggero da lasciare attaccato in casa nelle ore peggiori
bocconcini in tasca, sempre
il quaderno (o le note del telefono) con due/tre colonne
vestiti “da cucciolo”: niente maniche svolazzanti, niente ciabatte morbide
Ogni giorno
il sonnellino prima dell’ora in cui diventa uno squalo
tre pasti almeno e un bocconcino prima di giocare o lavorare con lui
tre, quattro, cinque sessioni da due, tre minuti, mai una lunga
il gioco del “cerca”, molte volte
la mano al collare, prima di ogni cosa buona che gli dai
il tira e molla con le regole: invito, quindici secondi di tiro, blocco
qualcosa da masticare nei momenti in cui non puoi avere gli occhi su di lui
la riga sul quaderno per ogni morso
Nell’istante (il protocollo)
mi blocco
aspetto e mi chiedo perché
“ahi” piano, solo se non molla
lode a bassa voce quando molla
carezza calma
riprendo quello che facevo
se tiene la manica: mano al collare e mi avvicino io
mai il gioco in bocca come risposta al morso: prima, oppure dopo la pausa
Le cinque domande del “perché”
gli fa male qualcosa? (orecchie, bocca, gengive)
è stanco morto?
ha fame?
è stato chiuso o fermo troppo a lungo?
è troppo eccitato?
Tutta la famiglia
stessa regola per tutti, nessuna eccezione “perché fa tenerezza”
niente lotta con le mani, niente muso preso e scosso, nemmeno dagli ospiti
cucciolo e bambino piccolo mai da soli
i bambini giocano alle belle statuine e partecipano ai giochi con un adulto accanto
Quando chiedere di farsi aiutare
un morso di gradino 5: molla e riprende più forte, scuote la testa mentre tiene
il corpo rigido e indietro, non in gioco
si irrigidisce o ringhia vicino alla ciotola, all’osso, alla cuccia
a cinque, sei mesi non migliora nonostante la coerenza di tutti
il morso è cambiato all’improvviso: prima il veterinario, per escludere un dolore
Una nota finale
Ho cresciuto tanti cuccioli e con tutti (tutti, senza eccezioni) questa fase è passata. Qualcuno più rapidamente, qualcuno con qualche settimana di pazienza in più. Non ho ancora incontrato un cucciolo che non abbia imparato, se la famiglia è stata coerente.
Quello che ti chiedo, se sei nel pieno di questa fase adesso: non prenderla sul personale. Il tuo cucciolo non ti sta sfidando, non ti manca di rispetto, non “è cattivo”. Ti sta solo dicendo, con l’unico linguaggio che ha in questo momento, che sta crescendo. Tieni il quaderno, fai i tuoi dieci secondi di statua, gioca al tira e molla con le regole, mettilo a dormire quando diventa uno squalo. E fra qualche mese, quando lo vedrai giocare con delicatezza con un cucciolo più piccolo di lui, o prendere un bocconcino dalla mano di un bambino come se fosse un uovo, capirai che quella pazienza di adesso non è andata sprecata da nessuna parte.









